EDITORIALE SYN MAGGIO-AGOSTO 2013 di SERGIO SIGNORI


Editoriale Syn Maggio- Agosto 2013

 
“Società liquida” e prospettive attuali e future
 
Si parla ormai da più parti di post-modernità come involuzione o evoluzione dell’era moderna. Uno dei più celebri studiosi che si sono espressi su questo è senza dubbio Z. Bauman, che come ebreo polacco ha subito ripetutamente e violentemente nella sua vita la pressione dell’antisemitismo. Nei suoi ultimi lavori Bauman spiega la postmodernità usando le metafore di società solida e liquida*.
Nei suoi libri sostiene che l’incertezza che attanaglia la società moderna deriva dalla trasformazione dei suoi protagonisti da produttori a consumatori. Ciò porta a un senso di esclusione sociale che nella sua visione non si basa più sull’estraneità al sistema produttivo o sul non poter comprare l’essenziale, ma sul non poter comprare per sentirsi integrato nella comunità dei propri simili: il povero, nella “ vita liquida” (cioè in una società in continua trasformazione), cerca di standardizzarsi agli schemi comuni, ma si sente frustrato se non riesce a sentirsi come gli altri, cioè non sentirsi accettato nel ruolo di consumatore. 
Secondo B. non si può parlare di una “morale post-moderna” perché la fine delle “grandi narrazioni” del Novecento, cioè le ideologie, ha reso impossibile la pretesa di verità assolute, e quindi ci possono essere tante morali. Questa strada può portare all’alienazione e all’anarchia, e a questo punto mi sento di dissociarmi da Bauman per ispirarmi invece al lavoro di Bruce Lipton, geniale biologo molecolare che sostiene e dimostra che la soluzione ci viene indicata fino dal livello cellulare: le cellule collaborano per creare unità più complesse e più evolute. Contesta dunque l’evoluzionismo di Darwin basato sulla selezione del più forte e -quindi - sulla lotta per la sopravvivenza e sulla competizione, identificando nella collaborazione la risorsa per salvare il pianeta e noi stessi*.
Ricordiamo a questo punto un altro celebre autore già da noi ricordato, J. Rifkin col suo “La civiltà dell’empatia”*, argomento sul quale vi segnalo un bellissimo video “La civiltà dell’Empatia” (www.youtube.com/watch?v=9y0ofHeK3ywSosteniamo quindi, ancora una volta, l’opportunità di favorire tutto ciò che privilegia l’aggregazione, la collaborazione, l’abbondanza condivisa.
Appare sempre più opportuno “creare reti” di mutuo scambio, di sostegno reciproco, di socializzazione. In questa direzione si colloca il nostro
appassionato impegno ad organizzare eventi a ciò rivolti, come (per citarne solo alcuni) la meditazione di gruppo, la Casa delle Donne in Biodanza e il prossimo convegno dell’11 maggio 2013 “LE MANI CHE NUTRONO. L’Educazione al Contatto per una società empatica” (www.educazionealcontatto.it/it/eventi). I segni dei tempi non mancano se ci guardiamo attorno: il contemporaneo manifestarsi di una situazione politica così instabile come quella attuale (col comparire sulla scena di una forza politica che - comunque la si giudichi - rende la scena stessa davvero più “liquida”) e di papa Francesco che sta sconvolgendo consuetudini e cliché consolidati da tempi immemorabili costituisce certamente un potente segnale di rinnovamento. Sta a noi rendere il nostro tempo costruttivo ed evolutivo e, a mio parere, l’ingrediente fondamentale per rendere ciò possibile si può riassumere efficacemente in un semplice motto: “Insieme empaticamente si può!”
 
 
Sergio Signori
 
* Bauman Z. Modernità liquida. Laterza
* Lipton B. Evoluzione spontanea. Macro
* Rifkin J. La civiltà dell’empatia. Mondad
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